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ARIANO. UN COMITATO CIVICO CHIEDE TRASPORTI EFFICIENTI

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Ariano Irpino (AV) – I cittadini del nord-est dell'Irpinia chiedono risposte sull'emergenza legata ai trasporti che rischia di isolare completamente il territorio. Lo fanno dal basso, in un luogo simbolo per i trasporti su ferro: il dopolavoro ferroviario. All'aperto, con un temperatura ormai invernale, un gruppo di un centinaio di persone si è dato appuntamento per discutere di trasporti. Non dei massimi sistemi, ma dei problemi quotidiani che la gente ha nell'utilizzare un servizio elementare come il trasporto pubblico. "Abbiamo deciso di porre l'accento su questo grave problema – dice Gianni Villani

della CGIL -. Ci tagliano gli ospedali, ci tagliano le scuole, ci tagliano i Tribunali, ci tagliano i trasporti. Così facendo questo territorio muore". E' questo il grido di allarme di una società che timidamente si risveglia e scopre che sta peggio, che le sue condizioni economiche e di vita negli ultimi anni sono drasticamente peggiorate ed emergono le responsabilità di una politica che non ha saputo, e neanche tentato, dare risposte. I binari della ferrovia Caserta – Foggia ormai sono solo una grande barriera che attraversa il nord dell'Irpinia ma non portano nessun vantaggio al territorio. I collegamenti tra Benevento e Foggia sono effettuati con un servizio sostitutivo su gomma che non utilizza quasi nessuno. "Purtroppo oggi si scontano decisioni prese negli anni '80 quando si decise che la ferrovia sarebbe passata in valle Ufita e non più in questa zona – dice il sindaco di Ariano Antonio Mainiero -. Per questa tratta si immagina un futuro legato ad un collegamento con la Avellino Rocchetta Sant'Antonio. Oggi occorre sforzarsi per creare le condizioni minime che consentano l'utilizzo del trasporto ferroviario". Condizioni che sono lontane dall'essere raggiunte perché manca il Piano dei Trasporti Provinciale che dovrebbe prevedere le interconnessioni modali, appunto i luoghi di "scambio" tra trasporto su gomma e quello su ferro. "Dobbiamo fare dei passi avanti – dice Pietro Mitrione -. La scelta è politica. Avellino è l'unica Privincia senza il piano dei trasporti mentre Vetrella sta affossando le ferrovie campane. Non c'è nessun livello di integrazione tra i sistemi di trasporto. Bisogna ragionare in termini di territorio". Intanto si scontano decenni di incuria e di abbandono anche sul piano delle infrastrutture di collegamento. La stazione FS di Ariano, infatti, pur essendo centrale rispetto ai comuni dell'area non è facilmente raggiungibile per via delle condizioni delle strade, o addirittura per l'assenza di piccoli ponti che permettano di oltrepassare piccoli corsi d'acqua. "In attesa che venga costruita la nuova tratta, questa è l'unica ferrovia che abbiamo e bisogna fare in modo di farla funzionare" è l'opinione di Pasquale Moscatelli. Per Gaetano Bevere "ai numeri bisogna rispondere con i numeri coinvolgendo la popolazione ed i sindaci dei comuni limitrofi". Per Fabrizio Procopio del movimento Harambee lo "Stato deve garantire il trasporto pubblico anche se le ferrovie sono una società privata hanno l'intero capitale pubblico e devono essere utili a tutti i cittadini italiani". Intanto cresce il disappunto tra la popolazione. "Per portarci le discariche hanno trovato tutte le strade – dice Antonio Cardinale – i trasporti, invece, non riescono a garantirceli".