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ARIANO. CONSIGLIO. DI SCENA LA FARSA. ANCORA TASSE PER I CITTADINI

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Ariano Irpino (AV) – Ieri mattina si è consumato un altro atto della farsa che vede protagonista la maggioranza. Il consiglio comunale era riunito per la surroga del consigliere dimissionario Giovannantonio Puopolo. In prima convocazione la seduta è andata deserta. In seconda i consiglieri erano tutti in aula. Votata la surroga, con il subentro di Gaetano Grasso, si doveva procedere all'elezione del nuovo Presidente del Consiglio, quando è iniziato il balletto delle dichiarazioni. Sembrava procedere tutto per il meglio, con una votazione unanime sia sull'indicazione del Presidente (Gaetano Grasso), che

del vice (Giovanni La Vita) ma qualcosa è andato storto. Era stato il vice sindaco Crescenzo Pratola ad indicare Gaetano Grasso come Presidente, sottolineando che "la città ha bisogno di una guida politica". A Pratola ha immediatamente replicato Bongo, esponente ufficiale dell'UDC, mentre Pratola appartiene al gruppo che si definisce "storico" dell'UDC. Bongo ha sottolineato che l'UDC è all'opposizione perché è "per il rispetto del patto venuto fuori dalla elezioni". Poi è la volta di Pasqualino Santoro. L'esponente di Giovani e Forti ha posto il dito nella piaga accentuando, se ancora ce ne fosse bisogno, le distanze che lo separano proprio dal vice sindaco. "Mi auguro che il gesto del sindaco serva a liberarsi delle catene che lui stesso porta e che la mia parte non gli ha mai messo – dice Santoro -. Un anno fa il PDL aveva deciso di chiudere questa esperienza amministrativa, noi come giovani, anche se avversari in campagna elettorale, ci siamo assunti una responsabilità attirando su di noi le maldicenze popolari. Avevamo chiesto lo sblocco dei lavori e la riorganizzazione degli uffici tecnici. Avevamo chiesto di mettere in circolo le risorse. Oggi abbiamo fermo palazzo Bevere e Gambacorta, l'appalto del campo sportivo di Cannelle è fermo così come l'appalto per la metanizzazione del PIP di Camporeale. Le grandi opere sono da completare, come i parcheggi e la Russo Anzani. Ci sono 15 milioni di euro da mettere in circolo. Una forza politica della maggioranza ritiene che vada tutto bene – continua Santoro – e che vadano premiate le attuali figure apicali. Abbiamo offerto alla città una professionista che ci ha detto come e dove agire. Noi chiediamo che l'ufficio tecnico sia messo in grado di operare. Subire il vomito della maggioranza fa specie a chi deve subirlo, sopratutto alla luce di tutto il fango che ci è stato rovesciato addosso". Poi è la volta di Bevere che suggerisce di fermarsi nel rispetto del sindaco dimissionario. "Oggi stiamo consumando una farsa" conclude Bevere. In aula si continua a discutere con lo scranno del sindaco vuoto. Sembrava di assistere ad un matrimonio senza la sposa. Ma il gioco delle parti è continuato fino a quando ha preso la parola Benvenuto De Pasquale. "Questa amministrazione doveva chiudere i battenti due anni fa – dice l'ex esponente dei Popolari per Ariano -. Santoro e Peluso hanno fotografato oggi ciò che noi avevamo fotografato due anni fa. Il sindaco se ha coraggio azzeri la giunta e venga in consiglio. Quello che stiamo facendo oggi è uno sgarbo al sindaco". Seduta sospesa per circa 20 minuti. Poi riprende con le votazioni sul presidente mentre Pratola annunicia di aver parlato con il sindaco e che questi è d'accordo per le votazioni. Allora la sposa partecipa per procura. Situazione surreale con il sindaco che non c'è ma c'è. Per l'elezione c'è la necessità della maggioranza qualificata di 14 voti, cioè del 75% del consiglio. Alla prima votazione Grasso ha preso 11 voti così come alla seconda ed alla terza. Quindi nulla di fatto anche se sono stati chiesti dei chiarimenti al Prefetto. Perché per alcuni la maggioranza per l'elezione in terza battuta sarebbe di 11 consiglieri e non di 12 come ritenuto in aula, se così fosse Grasso risulterebbe eletto ma per ora il consiglio è ancora senza un presidente. A margine del consiglio arriva il commento laconico del segretario provinciale del PSI. "La maggioranza targata Pratola sembra funzionare meglio di quella targata Mainiero" dice Marco Riccio presente in aula. Dopo il nulla di fatto sulla presidenza il consiglio ha votato con gli undici voti della maggioranza il punto all'ordine del giorno che riguardava l'IMU. I consiglieri di maggioranza non trovano la quadra per sostenere il sindaco ma sono tutti d'accordo per l'innalzamento delle aliquote IMU. Si passa dallo 0.4 per mille allo 0,5 per la prima casa e dallo 0,86 allo 0,88 per mille sulla seconda casa. Un'operazione che porterà nelle casse del Comune altri 400.000 euro che dovrebbero allontanare lo spauracchio del dissesto finanziario. Per ora.