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Back Sei qui: Home Attualità Tutte le Notizie Campania Montecalvo. La Regione revoca i finanziamenti per le strade. La protesta di Pizzillo

Montecalvo. La Regione revoca i finanziamenti per le strade. La protesta di Pizzillo

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Montecalvo Irpino (AV) – Piove sul bagnato. C'è il rischio concreto che si perdano i fondi per gli interventi sulle opere pubbliche, quelli destinati al ripristino delle strade che versano in uno stato di dissesto superiore a quello delle casse del municipio ed al comune irpino non resta che alzare la protesta in modo vibrato nei confronti della Regione Campania. A suscitare il risentimento dell'amministrazione comunale di Montecalvo è un provvedimento preso dall'Ente Regione. L'ultima legge finanziaria regionale, infatti, dispone che

"in deroga ai termini previsti dalla normativa regionale di riferimento, tutti i contributi pluriennali per l'ammortamento dei mutui per il finanziamento di Opere Pubbliche concessi in favore degli Enti Locali, ai sensi della legge 51, decadono se al 31 dicembre 2010 gli Enti destinatari del finanziamento non hanno contratto il relativo mutuo". Un modo per la Regione di incentivare gli enti locali ad investire ma anche per recuperare fondi non ancora spesi ai danni delle amministrazioni locali lente ed inefficienti. Un provvedimento, tutto sommato, condivisibile ma che penalizza, senza averne colpa, il Comune di Montecalvo Irpino. "La revoca dei contributi da parte della Regione, così come disposto, arrecherebbe gravi ed irreparabili danni alle economie delle piccole realtà locali, con una certa paralisi sia degli investimenti che dell'occupazione – spiega Carlo Pizzillo, sindaco di Montecalvo -. Tale disposizione appare ancor più penalizzante per il nostro Comune che, allo stato, a seguito del dichiarato dissesto finanziario è ancora in attesa dell'approvazione dell'ipotesi di bilancio riequilibrato per l'anno 2010 da parte della Commissione Ministeriale e che, in ogni caso, non avrebbe potuto contrarre alcun mutuo. A questo punto non possiamo far altro che chiedere alla Regione di abrogare questa disposizione normativa" conclude Pizzillo.