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Ariano. Ospedale. Fumata nera. A rischio alcuni reparti?

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ARIANO IRPINO (AV) - C'è sicuramente l'indicazione dei mali che affliggono l'ospedale di Ariano: mancano investimenti, moderne strutture diagnostiche e soprattutto assunzione di personale specialistico. Mancano i primari in ortopedia e chirurgia , medici in neurologia, nefrologia, cardiologia e rianimazione e soprattutto si riduce sempre di più il numero degli infermieri. Ma per i rimedi probabilmente bisognerà ancora attendere, con il rischio paventato da qualche esperto che si possa chiudere o sospendere l'attività di qualche reparto.

Di tutto questo si è discusso in un vertice svoltosi presso l'aula magna dell'ospedale alla presenza del commissario straordinario dell'ASL AV , Sergio Florio, del direttore ospedaliero, Oto Savino, dei dei consiglieri regionali Ettore Zecchino, Antonia Ruggiero e Rosetta D'Amelio, del presidente dell'Amministrazione Provinciale, senatore Cosimo Sibilia, del sindaco di Ariano, Antonio Mainiero, degli assessori provinciali Gambacorta e Cusano , dei consiglieri provinciali Volpe, Gelormini e Lo Conte, di molti amministratori comunali e rappresentanti sindacali e di associazioni di volontariato. Il commissario Sergio Florio , dopo aver snocciolato le cifre relative alla produttività, alla fuga dei pazienti verso altre strutture e alla spesa che bisogna sostenere per assicurare le attuali prestazioni, ha sostenuto che per il potenziamento dell'organico si può fare solo riferimento all' accordo tra Governo nazionale e la Regione Campania, che consente di poter assumere in tempi piuttosto brevi solo il 10% rispetto al personale del 2006. In Campania solo 140 persone. Una quota tocca all'ASL AV 1. Ma per effetto della chiusura di Bisaccia e di alcuni reparti di Sant'Angelo dei Lombardi, c'è personale medico e non medico che deve prendere altre strade. In pratica deve fare riferimento ad Ariano e Solofra . Per gli investimenti, invece, il discorso è ancora più complicato. Finalmente è stato accertato che il deficit dell'ASL AV 1 ammonta a sei milioni e 700 mila euro. Si tratta di un bilancio reale che mette oggettivamente l'ASL in condizione di potersi indebitare, se autorizzata dalla Regione, per nuovi investimenti. Tra questi investimenti si può immaginare la risonanza magnetica. L'art. 20 non è operativo. Non ci sono altre risorse da utilizzare. Insomma, il commissario Florio che ha ascoltato con grande attenzione le tesi del dottori Savino, Bellizzi, Cornacchia, Rubino, Raffa, Risolo , del sindaco Mainiero , dell'ambientalista La Manna e del sindacalista Spatola, ha assicurato di voler lavorare in sinergia con tutti gli operatori sanitari, con i tre consiglieri regionali e il presidente della provincia Sibilia.