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Back Sei qui: Home Attualità Tutte le Notizie Campania L'Hub dell'Enoteca regionale prende il volo verso Napoli. Zecchino: scippo vergognoso

L'Hub dell'Enoteca regionale prende il volo verso Napoli. Zecchino: scippo vergognoso

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NAPOLI - "Uno scippo vergognoso". Così il consigliere regionale Ettore Zecchino commenta la delibera della giunta Caldoro inerente la collocazione nella città di Napoli dell'Hub policentrico di Enoteca regionale. "Un atto gratuito – continua Zecchino – nonché privo di logica e di motivazione politica. Siamo costretti ancora una volta a prendere atto dell'ennesimo esempio di penalizzazione della nostra provincia. La sola variante rispetto a quanto accaduto in materia di rifiuti e nel settore sanitario è l'assoluta mancanza, in questo caso, di una qualsiasi,

anche improbabile, motivazione. Appaiono inspiegabili, a questo punto, le ragioni che hanno fatto ricadere la scelta su Napoli. L'Irpinia, infatti, rappresenta la punta di diamante e il simbolo nel mondo dell'enologia campana. Il riconoscimento della DOCG al Greco di Tufo e al Fiano di Avellino, che sono andate ad aggiungersi al Taurasi, ha proiettato l'enologia irpina ai vertici nazionali del comparto vitivinicolo e all'interesse degli operatori destando, peraltro, un crescente coinvolgimento tra i consumatori, sempre più attenti al legame tra vitigno e il territorio di provenienza. Attenzione che si estende dalle tecniche di coltivazione e vinificazione, alla storia, alle tradizioni, alla cultura delle varie zone a vocazione viticola. Sotto questo aspetto, inoltre, la nostra provincia vanta la presenza di aziende che a pieno titolo hanno contribuito a fare la storia dell'intero comparto campano.
Una decisione sconsiderata che rinnega, peraltro, gli atti di indirizzo del Bilancio di Palazzo Santa Lucia che avevano indicato le aree interne come quelle più idonee ad ospitare l'enoteca regionale.
La scelta ricaduta sulla città di Napoli, sia pure in forma attenuata di Hub policentrico e pur nel rispetto dei progressi del settore enologico vesuviano e flegreo, suona quindi come una beffa per la nostra provincia e mortifica un settore di eccellenza che connota in maniera naturale il territorio irpino, quello più indicato ad ospitare l'enoteca regionale e dar vita ad una vera e propria filiera diretta. Perché in ogni singolo bicchiere è racchiusa la tradizione, l'arte e la memoria di una terra che rende un vino unico ed inconfondibile. L'Irpinia si presta in maniera egregia a creare un percorso di sapori, cultura e suggestioni. Un viaggio nel gusto che permetta ai fruitori di percorrere un cammino tra i vigneti locali, le antiche cantine, borghi e castelli.
Proprio per questo una decisione del genere, oltre a mettere in crisi la filiera, finirà per ripercuotersi inevitabilmente sul settore turistico che, invece, avrebbe dovuto investire proprio su azioni di rilancio legate al comparto vitivinicolo.
A proposito di turismo, ci saremmo aspettati spinte propulsive per la valorizzazione delle nostre risorse. Magari con percorsi enogastronomici indirizzati a coniugare l'arte con l'enologia, la cultura con l'enogastronomia, per poter conoscere non solamente aspetti storici dell'Irpinia ma anche i vigneti dove nascono il Greco, l'Aglianico o il Taurasi: assaggiare i vini prodotti attraverso degustazioni guidate, conoscere la storia e le fatiche di chi produce il vino con passione e con fatica. Insomma, progetti che puntano a rilanciare l'area interna sotto l'insegna del "buon bere" e dove il vino potrebbe rappresentare un fattore determinate nelle trasformazioni urbanistiche e sociali.
A tal proposito merita apprezzamento il progetto dell'assessore Trombetti, che coinvolge l'Università di Portici e professionisti irpini o d'adozione come il prof. Moio, per il rilancio della scuola enologica De Sanctis di Avellino. Iniziativa encomiabile che rende ancora più incomprensibile l'atteggiamento assunto dalla giunta Caldoro ai danni dell'Irpinia".